Per leggere l’INCI di un cosmetico bastano tre regole: gli ingredienti sono elencati dal più presente al meno presente, sotto l’1% l’ordine è libero, e il nome dice che cos’è un ingrediente, non se fa bene o male. Il Biodizionario e le app aiutano a orientarsi, ma giudicano l’ingrediente da solo, senza dose né formula.
Cos’è l’INCI e cosa significa?
INCI sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, la nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici. È il sistema che dà a ogni ingrediente un nome unico, uguale in tutti i paesi che lo adottano: lo stesso olio si chiama allo stesso modo su una crema italiana e su una francese.
In Europa l’elenco degli ingredienti sulla confezione è obbligatorio dal 1997, e oggi le regole sono fissate dal Regolamento (CE) 1223/2009 sui prodotti cosmetici. Per questo l’INCI è la cosa più vicina a una carta d’identità della formula: non racconta tutto, ma quello che dice è verificabile.
Come si legge l’INCI, passo per passo?
Primo: l’ordine. Gli ingredienti sono elencati in ordine di peso decrescente, cioè dal più presente al meno presente nel momento in cui entrano nella formula. Il primo nome è quello che c’è in quantità maggiore.
Secondo: la soglia dell’1%. Gli ingredienti presenti sotto l’1% possono essere elencati in qualsiasi ordine, dopo tutti gli altri. È la regola che conviene ricordare più spesso: un attivo verso il fondo della lista può essere poco presente, oppure semplicemente essere uno di quelli che si usano a dosi basse.
Terzo: i nomi. Seguono convenzioni precise, e una volta imparate la lista smette di sembrare un codice segreto.
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Cosa trovi nell’INCI |
Cosa significa |
Esempio |
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Nomi latini con la parte della pianta |
Oli ed estratti vegetali, indicati con il nome botanico |
Simmondsia Chinensis Seed Oil (olio di jojoba) |
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Nomi inglesi o chimici |
Sostanze definite chimicamente, di sintesi o di origine naturale |
Tocopherol (vitamina E); Sodium Hyaluronate (una forma dell’acido ialuronico) |
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Aqua |
L’acqua, con il suo nome latino |
Aqua |
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Parfum o Aroma |
La miscela profumata; Aroma indica un aroma, tipico dei prodotti per le labbra |
Parfum; Aroma nel Lip Serum YA.BE |
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Nomi di singole fragranze |
Allergeni del profumo, dichiarati uno per uno sopra certe soglie |
Linalool, Limonene, Citral |
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CI seguito da cinque cifre |
Coloranti, identificati con il Colour Index |
CI 77891 (biossido di titanio) |
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(nano) dopo il nome |
L’ingrediente è presente come nanomateriale |
Titanium Dioxide (nano) |
Un allergene è una sostanza che, in alcune persone predisposte, può provocare una reazione allergica. Ne parliamo più avanti, perché è una delle parole più fraintese delle etichette.
Come si legge un INCI vero? L’esempio di REBIRTH
La teoria diventa chiara con un esempio. Questo è l’INCI completo di REBIRTH, l’olio viso YA.BE:
Sesamum Indicum Seed Oil, Persea Gratissima Oil, Simmondsia Chinensis Seed Oil, Isoamyl Laurate, Ozonized Sunflower Seed Oil, Caprylic/Capric Triglyceride, Mauritia Flexuosa Fruit Oil, Acmella Oleracea Extract, Bakuchiol, Ascorbyl Tetraisopalmitate, Tocopheryl Acetate, Tocopherol, Parfum.
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Nome INCI |
Che cos’è |
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1 |
Sesamum Indicum Seed Oil |
olio di semi di sesamo |
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2 |
Persea Gratissima Oil |
olio di avocado |
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3 |
Simmondsia Chinensis Seed Oil |
olio di jojoba |
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4 |
Isoamyl Laurate |
emolliente leggero che rende l’olio più scorrevole |
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5 |
Ozonized Sunflower Seed Oil |
olio di girasole ozonizzato |
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6 |
Caprylic/Capric Triglyceride |
emolliente leggero ricavato da acidi grassi e glicerina |
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7 |
Mauritia Flexuosa Fruit Oil |
olio di buriti |
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8 |
Acmella Oleracea Extract |
estratto di acmella |
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9 |
Bakuchiol |
attivo di origine vegetale |
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10 |
Ascorbyl Tetraisopalmitate |
vitamina C in forma stabile |
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11–12 |
Tocopheryl Acetate, Tocopherol |
due forme di vitamina E |
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13 |
Parfum |
profumo |
Cosa ci dice questa lista, senza bisogno di app:
- Non c’è acqua. È una formula oleosa, e infatti non compaiono conservanti: in una formula senza acqua i microrganismi trovano poco spazio per crescere.
- Il bakuchiol è al nono posto. L’INCI non dice quanto ce n’è. Dice solo che ce n’è meno degli ingredienti che lo precedono, oppure che è sotto l’1%, dove l’ordine è libero. La posizione non è un voto. Nei trattamenti viso YA.BE non usiamo retinoidi: il bakuchiol di REBIRTH è la nostra alternativa.
- La vitamina C ha un nome preciso. Ascorbyl tetraisopalmitate è la forma stabile. In altre formule trovi l’acido ascorbico (Ascorbic Acid), la forma più semplice e meno stabile, come nel Cleansing Milk di cui abbiamo parlato nell’articolo sul latte detergente. Due nomi diversi, due scelte diverse: l’INCI te lo mostra.
- Dopo Parfum non c’è nessun nome di allergene. Il profumo di REBIRTH, come tutti i profumi YA.BE, è certificato privo di allergeni.
Come deve essere un buon INCI?
Non esiste un INCI perfetto in assoluto: esiste un INCI adatto alla tua pelle, a ciò che cerchi e ai tuoi valori. Alcune domande però aiutano a leggerlo con consapevolezza.
- L’ingrediente promesso c’è davvero? Se una crema si presenta “all’avocado”, Persea Gratissima Oil deve comparire nella lista.
- Le prime posizioni hanno senso per quel prodotto? In un siero idratante ti aspetti acqua e umettanti in cima; in un olio viso, gli oli.
- Ci sono sostanze che la tua pelle non tollera? Se sai di reagire a un ingrediente o a un allergene del profumo, l’INCI è il posto dove cercarlo.
- L’etichetta è coerente con la lista? Un prodotto “senza profumo” non può avere Parfum tra gli ingredienti.
Un nome complicato non è un campanello d’allarme. Tocopherol è la vitamina E; anche l’acqua ha una formula chimica. La chimica non è il contrario della natura, e “naturale” non vuol dire automaticamente “adatto a tutti”: molti allergeni del profumo si trovano proprio negli oli essenziali. La sicurezza di un ingrediente dipende dalla dose, dal tipo di prodotto e dalla pelle di chi lo usa.
Cos’è il Biodizionario e quanto è affidabile?
Il Biodizionario è un database online degli ingredienti cosmetici creato dal chimico Fabrizio Zago. Assegna a ogni ingrediente un giudizio con un sistema a colori, dal verde (accettabile) al rosso (da evitare secondo i suoi criteri), e permette di cercare un singolo ingrediente oppure di incollare l’intera lista per una valutazione d’insieme.
È un ottimo punto di partenza, soprattutto all’inizio: in pochi secondi ti dice che cos’è un ingrediente dal nome sconosciuto. Va però usato sapendo due cose. I giudizi riflettono i criteri del suo autore, che non sempre coincidono con le valutazioni degli enti regolatori. E il giudizio riguarda l’ingrediente da solo, non la formula: non considera la dose, se il prodotto si risciacqua o resta sulla pelle, né come gli ingredienti lavorano insieme.
Un bollino rosso, quindi, è una domanda da approfondire, non una sentenza.
Le app per l’analisi dell’INCI funzionano?
App come INCI Beauty, Yuka o Biotiful ti permettono di scansionare il codice a barre di un prodotto e ottenere in pochi secondi la lista degli ingredienti e un voto: da 0 a 20 in INCI Beauty, da 0 a 100 in Yuka. Sono comode in negozio e spiegano bene la funzione di ogni ingrediente.
I loro limiti sono gli stessi del Biodizionario, con uno in più. Il voto segue criteri propri di ciascuna app e non conosce le concentrazioni. E i database sono spesso alimentati anche dagli utenti, quindi possono contenere INCI vecchi o trascritti con errori: le formule cambiano, le schede delle app non sempre.
Il consiglio più semplice: usa le app per imparare, poi controlla sempre l’etichetta del prodotto che hai in mano. È l’unico INCI certamente aggiornato.
Cosa l’INCI non ti dice?
Leggere l’INCI è fondamentale, ma conoscerne i limiti è altrettanto importante.
- Le concentrazioni. Sai che un ingrediente c’è, non quanto. Le percentuali sono nel PIF (Product Information File), il fascicolo tecnico che ogni azienda deve tenere a disposizione delle autorità.
- La qualità delle materie prime. Due oli con lo stesso nome INCI possono avere origini e metodi di estrazione diversi.
- Il processo produttivo. Come e in che ordine sono stati lavorati gli ingredienti può fare la differenza tra due formule simili sulla carta.
- L’esperienza d’uso. Consistenza, profumo, assorbimento: la sensorialità che trasforma un gesto in un rituale non è scritta in etichetta.
“Cosmetici senza allergeni”: cosa significa davvero?
Nessuna formula può dirsi priva di allergeni in assoluto: quasi ogni ingrediente, anche il più delicato, può dare una reazione in una persona predisposta. Quando la normativa parla di allergeni in etichetta si riferisce a una lista precisa di fragranze allergizzanti, che vanno dichiarate una per una quando superano lo 0,001% nei prodotti da lasciare sulla pelle e lo 0,01% in quelli da risciacquare.
Con il Regolamento (UE) 2023/1545 questa lista è passata da 24 a oltre 80 sostanze. I prodotti immessi sul mercato dal 31 luglio 2026 devono già rispettarla; quelli messi in commercio prima possono restare in vendita fino al 31 luglio 2028. Per questo, nei prossimi mesi, potresti trovare nomi nuovi sulle etichette dei prodotti che usi da sempre: la formula spesso è la stessa, è cambiato l’obbligo di dichiararli.
“Senza allergeni” su una confezione va quindi letto con attenzione: di solito riguarda il profumo, non l’intera formula. In YA.BE tutti i profumi sono certificati privi di allergeni, ed è per questo che nei nostri INCI, dopo Parfum, non trovi nomi di singole fragranze. Se hai la pelle sensibile o reattiva, trovi altri consigli nella guida su pelli sensibili e ingredienti più adatti.
Due essenze YA.BE, due INCI da leggere
REBIRTH, l’olio viso che hai appena letto riga per riga. È un buon esercizio perché la lista è breve e ogni nome ha un ruolo chiaro: oli vegetali, bakuchiol, vitamina C stabile (Ascorbyl Tetraisopalmitate) e vitamina E. Si usa la sera, con un minuto di massaggio che trasforma l’applicazione in un gesto di presenza.
Lip Serum, il siero labbra idratante. Guarda in fondo alla sua lista: al posto di Parfum trovi Aroma, la voce usata per gli aromi. Tra gli ingredienti ci sono Sodium Hyaluronate, una forma dell’acido ialuronico, e Ascorbyl Tetraisopalmitate, la vitamina C stabile.
L’INCI completo di ogni essenza è nella sua scheda prodotto.
Domande frequenti
Cosa significa INCI?
INCI significa International Nomenclature of Cosmetic Ingredients: è la nomenclatura internazionale che dà a ogni ingrediente cosmetico un nome unico. In Europa l’elenco INCI è obbligatorio sulla confezione di ogni cosmetico.
Come si fa l’analisi di un INCI online?
Puoi cercare i singoli ingredienti, o incollare l’intera lista, nel Biodizionario o in un’app come INCI Beauty. Usa il risultato come punto di partenza: controlla che l’INCI sia quello dell’etichetta che hai in mano e ricorda che nessuno strumento conosce le concentrazioni.
Qual è l’app migliore per leggere l’INCI?
Non ce n’è una migliore in assoluto: ognuna usa criteri propri. INCI Beauty e Yuka danno un voto al prodotto, il Biodizionario giudica i singoli ingredienti con un sistema a colori. Sono utili per imparare, non per decidere al posto tuo.
Un ingrediente con il bollino rosso va sempre evitato?
No. Il bollino giudica l’ingrediente da solo, senza sapere quanto ce n’è e in che prodotto si trova. Se la tua pelle ha una sensibilità specifica, è il caso di approfondire; altrimenti il bollino rosso è una domanda, non una sentenza.
Cosa vuol dire Parfum nell’INCI?
Parfum indica la miscela profumata della formula. Gli allergeni del profumo compresi nella miscela vanno scritti uno per uno dopo Parfum quando superano le soglie di legge. Se dopo Parfum non trovi nomi di fragranze, come nelle formule YA.BE, significa che non ci sono allergeni sopra soglia.
Perché alcuni ingredienti sono scritti in latino?
Le piante sono indicate con il loro nome botanico latino, per esempio Persea Gratissima Oil per l’olio di avocado, mentre le sostanze chimicamente definite hanno nomi inglesi. Così lo stesso ingrediente si riconosce in ogni paese.
Scritto dalla redazione YA.BE · Revisione tecnica: formulatore YA.BE



