Esfoliare il viso significa favorire il distacco delle cellule morte dallo strato superficiale dell’epidermide, e si può fare in tre modi diversi: per abrasione fisica (scrub), per azione chimica (acidi) o per digestione proteica (enzimi). I tre metodi non sono intercambiabili e non hanno la stessa tolleranza. Nei trattamenti viso YA.BE lavoriamo con enzimi e PHA anziché con AHA classici, e in questo articolo spieghiamo perché — con quello che questa scelta comporta, anche di limitante.
A cosa serve l’esfoliazione, in concreto
Le cellule dello strato corneo si rinnovano continuamente. Nascono in profondità, salgono, si appiattiscono, perdono il nucleo e alla fine si distaccano. Nell’adulto sano il ciclo completo dura circa 28 giorni, e rallenta progressivamente con l’età: intorno ai cinquant’anni può superare i quaranta giorni.
Quando il distacco è lento, le cellule morte si accumulano. Le conseguenze si vedono e si sentono:
- incarnato spento, perché una superficie irregolare riflette la luce in modo disordinato
- texture ruvida al tatto
- pori che sembrano più larghi, perché il materiale accumulato all’imbocco del follicolo lo dilata visivamente
- prodotti che sembrano non funzionare, perché sieri e creme devono attraversare uno strato di cellule morte prima di arrivare dove servono
- macchie che persistono, perché la melanina in eccesso viene smaltita proprio attraverso il turnover
Quest’ultimo punto è il collegamento con il tema di due settimane fa: le macchie che compaiono dopo l’estate si attenuano più lentamente se il ricambio cellulare è rallentato.
L’esfoliazione non serve a “pulire più a fondo”. Serve ad accelerare un processo che avviene comunque.
I tre metodi, messi a confronto
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Scrub meccanico |
AHA (acido glicolico, lattico) |
PHA (gluconolattone) |
Enzimi (papaina, bromelina) |
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Come agisce |
Attrito fisico |
Rompe i legami tra i cheratinociti |
Come gli AHA, più lentamente |
Digerisce le proteine di adesione |
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Dimensione molecolare |
— |
Piccola (76 Da per il glicolico) |
Grande (180 Da) |
Molto grande (enzimi proteici) |
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Penetrazione |
Superficiale |
Profonda e rapida |
Superficiale e graduale |
Solo superficiale |
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Fotosensibilizzazione |
No |
Sì |
Trascurabile |
No |
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Pelli sensibili |
Rischioso |
Spesso mal tollerato |
Ben tollerato |
Ben tollerato |
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Rosacea, couperose |
Da evitare |
Da evitare |
Generalmente tollerato |
Generalmente tollerato |
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Rischio principale |
Microlesioni, infiammazione |
Irritazione, iperpigmentazione post-infiammatoria |
Efficacia più lenta |
Efficacia limitata sui casi difficili |
Lo scrub meccanico
Funziona per attrito. È il metodo più intuitivo e il più facile da sbagliare.
Il problema non è lo scrub in sé: è il controllo. La pressione della mano varia, i granuli possono avere spigoli, e la tentazione di “insistere dove serve” è forte. Il risultato tipico dell’uso eccessivo è una pelle che sembra liscia subito dopo e diventa reattiva nei giorni successivi.
Sul viso ha senso con granulometria molto fine e frequenza contenuta. Sul corpo, dove lo strato corneo è più spesso, la faccenda è diversa — e infatti il nostro Body Scrub è pensato per il corpo, non per il viso.
Gli AHA
Gli alfa-idrossiacidi — acido glicolico, acido lattico, acido mandelico — sono efficaci e ben documentati. L’acido glicolico ha una molecola di 76 dalton: penetra rapidamente e agisce anche in profondità.
Quella rapidità è il suo pregio e il suo limite. Su pelle sensibile, reattiva o compromessa produce facilmente bruciore, arrossamento e desquamazione. E su fototipi più scuri l’irritazione può innescare iperpigmentazione post-infiammatoria: una macchia nuova generata dal trattamento pensato per le macchie.
Gli AHA aumentano anche la fotosensibilità, il che significa protezione solare obbligatoria e cautela nei mesi di alta esposizione.
I PHA
I poli-idrossiacidi sono la generazione successiva. Il capofila è il gluconolattone, in INCI Gluconolactone, chiamato anche acido gluconico delta lattone.
Il meccanismo è lo stesso degli AHA — rottura dei legami di adesione tra cheratinociti — ma la molecola è più che doppia: 180 dalton contro 76. Penetra più lentamente e in modo più uniforme. Il risultato pratico è un’esfoliazione graduale con una tolleranza molto migliore, tanto che i PHA sono studiati anche su pelli con rosacea e dermatite atopica, contesti dove gli AHA sono generalmente esclusi.
Il gluconolattone ha in più una proprietà che gli AHA non hanno: è un chelante di ioni metallici, quindi ha un’azione antiossidante secondaria. Ed è umettante, cioè trattiene acqua invece di sottrarla.
Il prezzo di questa gentilezza è la velocità. Un PHA non dà il “wow” immediato di un peeling glicolico. Lavora su settimane.
Gli enzimi
Gli enzimi proteolitici non rompono i legami chimicamente: li digeriscono. La papaina, estratta dalla papaya, e la bromelina, dall’ananas, sono proteasi che scindono i ponti proteici tra le cellule morte lasciando intatte quelle vitali sottostanti.
È il metodo più selettivo dei quattro. Zero attrito, zero acidificazione, zero fotosensibilizzazione. L’attività enzimatica dipende dal pH e dalla temperatura, quindi il tempo di posa e le condizioni d’uso contano più che con gli acidi.
Il limite è l’intensità: gli enzimi agiscono solo sullo strato più superficiale. Se cerchi il rimodellamento di una cicatrice o il trattamento di un’iperpigmentazione profonda, gli enzimi non arrivano.
Perché nei nostri trattamenti viso non usiamo AHA
È una scelta di formulazione, non un giudizio sugli AHA. Gli alfa-idrossiacidi funzionano; semplicemente non funzionano bene per tutti, e il nostro punto di partenza è una formulazione che una pelle reattiva possa usare senza calcolare rischi.
Nei trattamenti viso YA.BE l’esfoliazione passa quindi da enzimi e PHA. La conseguenza da dichiarare con onestà è che i nostri esfolianti lavorano più lentamente di un peeling glicolico. Se hai una pelle robusta e cerchi risultati rapidi su discromie marcate, un AHA sotto guida dermatologica fa un lavoro che i nostri prodotti non fanno.
Due precisazioni, perché leggendo l’INCI dei nostri prodotti potresti trovare qualcosa che sembra contraddire quanto sopra:
- Beauty on EYE, il contorno occhi, contiene acido glicolico. È a concentrazione funzionale bassa, in una formula ricca in oli, e non è un prodotto esfoliante.
- Lip Serum contiene acido lattico, dove svolge un ruolo di regolazione del pH e di idratazione, non di esfoliazione.
Non è “nessun acido in gamma”. È: enzimi e PHA al posto degli AHA nei trattamenti esfolianti viso. La differenza tra le due frasi conta, e preferiamo dirla per intero.
Se vuoi la panoramica completa sugli acidi in cosmetica, l’abbiamo scritta qui: gli acidi nella skincare
I nostri due esfolianti
RESTART — gommage enzimatico, doppia azione
Un gel che unisce papaina da papaya e bromelina da ananas a una quota di polvere di riso (Oryza Sativa Powder) per un’azione meccanica minima e controllata.
Nella formula c’è anche estratto di radice di altea (Althaea officinalis), ricco di mucillagini: crea un film protettivo che riduce la reattività durante il trattamento. E acido ialuronico, che compensa l’unica cosa che ogni esfoliazione toglie, cioè un po’ di acqua.
Frequenza consigliata: due volte a settimana la sera. Una volta, se hai la pelle sensibile.
INCI: Aqua, Glycerin, Glucose, Oryza Sativa Powder, Methylpropanediol, Althaea Officinalis Root Extract, Hydroxyethylcellulose, Carica Papaya Fruit Extract, Bromelain, Rosa Canina Fruit Extract, Sodium Hyaluronate, Phenylpropanol, Caprylyl Glycol, Sodium Hydroxide, Citric Acid, Maltodextrin, Tetrasodium Glutamate Diacetate, Sodium Benzoate, Potassium Sorbate.
GOOD NIGHT — micro-esfoliazione PHA notturna
Una sleeping mask che lavora durante le ore in cui il rinnovamento cellulare ha il suo picco fisiologico. L’esfoliazione qui è affidata al gluconolattone, accompagnato da niacinamide e da acido 18β-glicirretico da liquirizia, che modula la componente infiammatoria.
Non è un prodotto esfoliante in senso stretto: è un trattamento notturno in cui la micro-esfoliazione è una delle funzioni.
Frequenza consigliata: due o tre volte a settimana, mai nella stessa sera di RESTART.
Ogni quanto esfoliare il viso
Non esiste una risposta unica, ma esistono intervalli sensati.
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Tipo di pelle |
Enzimatico o PHA |
Scrub meccanico fine |
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Normale |
2 volte a settimana |
1 volta a settimana |
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Grassa o mista |
2-3 volte a settimana |
1 volta a settimana |
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Secca |
1-2 volte a settimana |
ogni 10-15 giorni |
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Sensibile |
1 volta a settimana |
meglio evitare |
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Con rosacea o couperose |
1 volta a settimana, solo PHA o enzimi |
evitare |
I segnali che stai esagerando arrivano prima di quanto si pensi: pelle che tira dopo la detersione, sensazione di bruciore quando applichi un siero che prima tolleravi, lucidità anomala, arrossamento che non passa in poche ore, comparsa di piccole imperfezioni nuove. Se ne riconosci due o più, sospendi tutto per due settimane e riparti da una frequenza dimezzata.
Cosa non fare mai: esfoliare due giorni consecutivi, esfoliare su pelle con lesioni o scottature, combinare scrub meccanico ed esfoliante chimico nella stessa seduta, esfoliare prima di un’esposizione solare intensa.
Esfoliazione e pori dilatati: cosa aspettarsi
È una delle richieste più frequenti, e merita una risposta precisa. L’esfoliazione riduce l’aspetto dei pori dilatati perché svuota il materiale cheratinico accumulato all’imbocco del follicolo. Non riduce il diametro del poro, che dipende da genetica, quantità di sebo prodotto e perdita di elasticità del derma.
Aspettarsi che un esfoliante “chiuda i pori” porta a esfoliare troppo, e l’infiammazione conseguente peggiora il quadro. Ne abbiamo parlato qui: pori dilatati del viso.
Il gesto, e il tempo che richiede
Enzimi e PHA hanno un carattere in comune che non riguarda la chimica: chiedono pazienza. Non c’è la desquamazione visibile che dà la sensazione di aver fatto qualcosa, non c’è il pizzicore che scambiamo per efficacia. C’è un cambiamento che si accumula in settimane e che noti, quasi sempre, quando qualcuno te lo fa notare.
Ci sembra una buona metafora di come intendiamo la cura della pelle in generale, e il motivo per cui i nostri prodotti hanno un codice sull’etichetta che porta ai podcast di meditazione YA.BE. Quei dieci minuti di posa sono tempo che hai già speso: si può usare per aspettare, o per fermarsi.
Domande frequenti
Quante volte a settimana si fa lo scrub al viso? Con un esfoliante enzimatico o PHA, due volte a settimana per pelle normale o mista, una per pelle sensibile. Con uno scrub meccanico a granulometria fine, non più di una volta a settimana.
A cosa serve esfoliare il viso? Ad accelerare il distacco delle cellule morte dello strato corneo. Migliora la luminosità e la texture, favorisce l’assorbimento dei prodotti applicati dopo e sostiene lo smaltimento della melanina in eccesso.
Qual è la differenza tra AHA e PHA? Il meccanismo d’azione è lo stesso, ma la molecola dei PHA è più grande (180 dalton contro 76 dell’acido glicolico). Penetrano più lentamente, sono meglio tollerati dalle pelli sensibili e non fotosensibilizzano in modo apprezzabile.
Gli esfolianti enzimatici funzionano davvero? Sì, entro il loro raggio d’azione. Papaina e bromelina digeriscono le proteine di adesione tra le cellule morte superficiali. Sono selettivi e ben tollerati, ma non arrivano in profondità come un AHA: non sono lo strumento per cicatrici o iperpigmentazioni profonde.
Posso esfoliare se ho la pelle sensibile? Sì, scegliendo enzimi o PHA e limitandosi a una volta a settimana. Lo scrub meccanico e gli AHA sono i due metodi da cui è meglio stare alla larga.
Meglio esfoliare mattina o sera? Sera. Il rinnovamento cellulare ha un picco notturno e si evita di esporre al sole una pelle appena esfoliata.
Serve la protezione solare dopo l’esfoliazione? Sempre, con qualunque metodo. Con gli AHA è indispensabile per la fotosensibilizzazione; con enzimi e PHA serve perché la pelle appena esfoliata ha meno strato corneo di protezione.
Posso usare esfoliante e retinolo insieme? Non nella stessa sera. In gamma YA.BE non c’è retinolo: l’alternativa che usiamo è il bakuchiol, presente in REBIRTH, che si tollera meglio ma per cui vale la stessa regola di non sovrapposizione.
Si può esfoliare il viso in estate? Sì, riducendo la frequenza e privilegiando enzimi e PHA, che non fotosensibilizzano. Gli AHA in periodo di alta esposizione sono da valutare con cautela.
Key Takeaways
- L’esfoliazione viso aiuta a eliminare le cellule morte e migliora la luminosità della pelle.
- Esistono tre metodi di esfoliazione: scrub meccanico, AHA e PHA, e enzimi; ognuno ha i suoi pro e contro.
- Nei trattamenti YA.BE utilizziamo enzimi e PHA per una maggiore tolleranza, evitando gli AHA.
- Gli enzimi digeriscono le cellule morte senza atrito, mentre i PHA offrono un’azione più dolce e graduale.
- È importante esfoliare con attenzione e non superare la frequenza raccomandata per ogni tipo di pelle.
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